Historia langobardorum

 In Facsimili

La storia dei Longobardi è un manoscritto opera del monaco Paolo Diacono, risalente alla prima metà del IX secolo. Suddiviso in sei libri, racconta la storia del popolo longobardo fino a poco prima della sconfitta per mano dei Franchi.

Purtroppo l’originale è andato perso, ma esistono 115 copie fra le quali la più antica è il Codice Cividalese, custodito presso il Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli. Per rivivere la storia dei Longobardi attraverso la sua copia più antica è possibile richiederne un facsimile compilando il form in basso.

Un eccezionale documento storico in edizione di pregio

Caratteristiche dell’Historia langobardorum

  • Riproduzione in facsimile Historia langobardorum fedele all’originale stampata su carta speciale, con finiture di altissima qualità.
  • Tiratura limitata e numerata di 999 copie uniche al mondo di cui 799 in numeri arabi, 200 in numeri romani, di cui le prime 31 destinate alle Istituzioni.
  • Certificato notarile numerato per ogni esemplare.
  • Un volume di 96 fogli formato 225 x 152.
  • Legatura a mano conforme all’originale.
  • I piatti del codice e il cofanetto sono realizzati a mano in legno massello di noce nazionale.
  • Commentario di oltre 700 pagine con testi inediti e trascrizione del codice a cura della Prof.ssa Laura Pani, Prof. Stefano Gasparri e Dott.ssa Elisa Vittor.

Stefano Gasparri

LEGGENDO LA “STORIA DEI LONGOBARDI”

Indice

  1. L’autore: Paolo Diacono e i suoi enigmi
  2. La saga e gli antichi Longobardi
  3. La leggenda di Alboino
  4. La conquista d’Italia e i vinti Romani
  5. Il filo conduttore della storia longobarda: la monarchia
  6. Un dramma inesistente: pagani, ariani, cattolici … e tricapitolini
  7. Re e duchi: le diverse realtà del regno
  8. La dinastia bavarese
  9. I re cattolici: Cuniperto
  10. I re cattolici: Liutprando
  11. I Friulani e la lancia regia
  12. Oltre Paolo Diacono: una storia da non dimenticare
  13. Bibliografia breve

Laura Laura

“IL CODICE CIVIDALESE DELL’HISTORIA LANGOBARDORUM DI PAOLO DIACONO”
(Cividale del Friuli, Museo Archeologico Nazionale, Archivi e Biblioteca, codice XXVIII)

Indice

  1. Introduzione
  2. Bibliografia ragionata e storia degli studi sul codice
  3. Scheda sintetica di descrizione del manoscritto
  4. Aspetti codicologici
  5. La scrittura
  6. Iniziali e scritture distintive
  7. Ipotesi di datazione e localizzazione
  8. Interventi di mani posteriori
  9. La legatura
  10. Aspetti testuali e relativi alla tradizione dell’Historia Langobardorum
  11. Il codice cividalese xxviii e altri codici friulani dell’Historia Langobardorum
  12. Sintesi e conclusioni

dott.ssa Elisa Vittor

  1. Criteri di trascrizione
  2. Trascrizione del codice cividalese dell’ HISTORIA LANGOBARDORUM di Paolo Diacono (Cividale del Friuli, Museo Archeologico Nazionale. Archivi e Biblioteca, codice XXVIII)

STORIA DEI LONGOBARDI

di Stefano Gasparri

Prima di affrontare un testo come la “Storia dei Longobardi” di Paolo Diacono, è indispensabile una premessa di ordine generale. L’Italia è differente da tutte le altre ex-province dell’impero romano d’occidente innanzitutto per una questione cronologica. Qui, infatti, la fine della società antica e l’inizio di quella medievale non sono precedenti alla seconda metà del VI secolo, quando altrove le nuove società e i nuovi stati barbarici altomedievali dell’occidente erano una realtà consolidata da tempo, o, come nel caso di quelli dei Goti, degli Svevi, degli Alani e dei Vandali, appartenevano addirittura al passato, sia pure recente.

HISTORIA LANGOBARDORUM

Il manoscritto CIVIDALESE (CODICE XXVIII) originale

di Paolo Diacono

Conservato presso il Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli assieme agli oltre cento manoscritti appartenuti al capitolo della città, il codice dell’Historia Langobardorum di Paolo Diacono è databile per ragioni paleografiche alla prima metà, forse al secondo quarto, del IX secolo: dunque appena una manciata di lustri dopo che Paolo Diacono, negli ultimi anni della sua vita e nel ritiro di Montecassino, volle narrare le vicende del suo popolo. Esso così è non solo il più antico manoscritto delle raccolte cividalesi, all’interno delle quali è secondo solo al celebre Evangeliario del VI secolo, ma anche uno dei più risalenti testimoni superstiti dell’opera, tra i 115 attualmente conservati presso diverse biblioteche occidentali.

In serie limitata di 999 esemplari e certificata da atto notarile numerato

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