Gemellaggio tra il Museo di San Salvatore ed il Museo di Jarrow, nel nome della Bibbia Amiatina

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Due prestigiose realtà museali – il Museo Bede’s World di Jarrow, nel Regno Unito ed il Museo d’Arte Sacra dell’Abbazia di San Salvatore in Italia, unite nel nome della Bibbia Amiatina.

L’uno – rispettivamente, il luogo in cui ne furono eseguite le copie (tre, per la precisione, di cui solo il Codice Amiatino è giunto a noi oggi) e l’altro per averlo custodito per quasi un millennio. Queste due realtà si sono gemellate nel nome della cultura, della storia e della conservazione della memoria di ciò che il Codice rappresenta.

L’evento, promosso da La Meta Editore, si è tenuto lo scorso 28 luglio, nell’ambito della prima edizione dell’Abbazia Festival, svoltosi dal 21 al 29 luglio ad Abbadia San Salvatore, in provincia di Siena, nella magica atmosfera dell’Abbazia di San Salvatore sul Monte Amiata.

Una copia anastatica della Bibbia Amiatina presso il Museo dell’Abbazia di San Salvatore.

La Bibbia Amiatina, o Codice Amiatino, è il più antico testimone completo della Bibbia nella sua versione latina. Ed è l’unica copia giunta a noi oggi. L’Abate Ceolfrith dei monasteri di Wearmouth e di Jarrow in Northumbria, nell’Inghilterra nordorientale, fece eseguire tre copie di un esemplare proveniente dalla biblioteca del monastero di Vivarium, in Calabria. La Bibbia Amiatina è l’unico esemplare sopravvissuto intero.

Sappiamo che il Codice fu portato a Roma in dono al papa Gregorio II nel 716. In seguito, per ragioni sconosciute, giunse all’Abbazia di San Salvatore sul Monte Amiata dove rimase per almeno sette secoli, fino al 1782. Tre anni dopo fu assegnato alla Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze dov’è ancora custodito. Mentre all’Abbazia di San Salvatore è presente una copia anastatica realizzata da La Meta Editore.

Il gemellaggio, che si è tenuto nell’ambito dell’Abbazia Festival, ha voluto sottolineare il ruolo che il Museo di Jarrow e l’Abbazia di San Salvatore hanno avuto nella storia del Codice Amiatino: un sottile filo rosso lega queste due realtà, nel loro compito di trasmettere ai posteri il valore di questo testo che ancora oggi è oggetto di analisi e di studio, spiega la Dott. ssa Manuela Vestri, titolare de La Meta Editore. Il Codice, dopo essere stato scucito, è stato riprodotto su diapositive che sono servite alla realizzazione di una copia anastatica a grandezza naturale, che è stata donata all’Abbazia di San Salvatore, nel cui museo è conservato. È un onore per noi contribuire alla salvaguardia di questo patrimonio immateriale dell’umanità”.

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